Sguardi trasversali, di Alessandra Santin

“Sguardi Trasversali, Il Divenire e il Tempo di Stefano Tubaro”, di Alessandra Santin

Testo di presentazione della mostra personale “Sguardi trasversali”, Ex Carceri Il Forziere, Motta di Livenza, 2010 

“i colori puri, spogliati dal significato, e liberati da una forma definita, possono parlare all’ anima in una molteplicità di modi diversi”   Oscar Wilde


La ricerca di Stefano Tubaro trae forza ispirativa dal colore, ma è un colore che non riempie né copre le forme, le illumina piuttosto, secondo bagliori puramente immaginativi, poetici per trasgressive folgorazioni liriche.

Casali abbandonati, muri di sassi, pietre angolari antiche, edifici industriali inutilizzati vivono nella luce nuova, di un tempo diverso, notturno ma mai buio. Vivono di nuovo un tempo luminoso e possibile, vergine, caldo di cromatismi innaturali e impropri. Questa luce si determina senza bisogno di fare corpo, perchè la materia rivista dalla luce/colore diviene davvero “altra cosa”: è emergenza d’essere; pulsazione storica in divenire; puro ritmo. Il segno del luogo si fa evanescente cromatismo luminoso.

Impulsi di edifici, improvvisi fremiti di usci, alberi e strade mobili, vibranti piazze solitarie dimenticato l’abbandono, non rincorrono ma anticipano la vita futura.

Vengono dal passato ma se ne liberano nel presente.

Le opere di Stefano Tubaro, attraverso visioni puramente fenomeniche, parlano del Tempo senza ridurlo a mera qualità, a predicato di un qualche esistente.

Il colore-tempo scardina il potere dell’oblio, del nero senza-colore, e lo rivede nella Storia.

Il Divenire, il fluire del Tempo già presente agli inizi della ricerca di Stefano Tubaro, quando lo spazio dell’opera risultava separato da linee forti verticali, secondo inquadrature che mostravano contemporaneamente gli opposti (il prima e il dopo; il lato destro e quello sinistro, il davanti e il dietro…) si conferma nelle opere recenti come cifra della sua poetica.

Alle evanescenze e agli scorci letti di taglio, incompleti e interrotti nelle dimensioni tradizionali, Tubaro ora preferisce il senso di un tempo alternativo, parallelo forse, extra-ordinario, quotidiano ma aperto all’inconscio o alla forza trasformativa della memoria e del sogno.

Desideri liberati da sguardi trasversali.

Sublimi forme dell’Oltre. Sincronie possibili.

I temi del colore e del Divenire si ramificano in una ricerca pressoché inesauribile che decostruisce le morfologie sintattiche e semantiche tradizionali, eludendo ogni sistema di riferimento naturalistico. Arrivando a figurare trame geometriche inaspettate, attraverso proprietà luminose innovatrici, l’artista compone circuiti percettivi fino ad ora inesplorati. D’altronde la luce/colore nell’opera di Tubaro non è solo “oggetto” della percezione, ma qualcosa che non può esaurirsi nel suo “fenomeno”, è un concetto astratto in una diversa simbologia.

Si concretizza nell’immagine fotografica l’evento poetico/specchio della Natura/Cultura. Ogni autentica ispirazione artistica, infatti, nella sua tensione conoscitiva e fattuale supera i limiti del già dato o del già presupposto e apre al non ancora.

Alessandra Santin

2010