La camera e la mente di Adriano Perini

“La camera e la mente”, di Adriano Perini

 

Presentazione della mostra “La camera e la mente”, Galleria comunale d’arte, Trieste 1995

Friulano di nascita, ma non di cultura. Così si potrebbe definire questo giovane autore, di primo acchito.Nella sua storia non c’é traccia del pittorialismo tipico dei primi anni cinquanta, nè tantomeno del neorealismo che ha contraddistinto tanta produzione fotografica in Friuli, sino a tutti gli anni sessanta.

E’ evidente invece l’influenza che ha avuto sulla sua generazione una certa avanguardia di marca anglosassone, da Gibson a Turner per la fotografia, da Gilbert & George e David Hokney per la “pittura”.

Sottraendosi appunto ai folclorismi ed ai neorealismi, inizia una ricerca di definizione fotografica dell’ambiente urbano, quale realtà permanente in rapporto con il segno dell’uomo, o meglio con il segno della sua precaria esistenza.

Grafie costruite dalla luce e dall’ombra, oppure costruite dall’uomo stesso per adattare il territorio alle proprie esigenze, sono i primi soggetti dei lavori di Stefano Tubaro. Solo in un secondo tempo, abbastanza recente, la figura umana, in una concezione di neocostruttivismo, diventa il suo oggetto d’indagine. La scompone, la libera dalla sua unitarietà per analizzarla nelle sue componenti, che a loro volta diventano protagoniste di un ritratto parziale.

Adriano Perini

1995