Controfigure, di Fausto Raschiatore

“CONTROFIGURE”, DI FAUSTO RASCHIATORE

Recensione del progetto “Controfigure” sul sito “Fotologie”, 2004

Una ricerca fotografica originale, stimolante dal punto di vista concettuale, con una forte connotazione sperimentale, che nasce da una serie di riflessioni legate all’attuale “contesto di transizione” – come dice l’autore friulano – caratterizzato da una diffusa ambiguità, ma anche da una inquietante fragilità tra immaginario e reale. Un’ambiguità che trae alimento dallo studio e dall’analisi di oggetti simbolici legati alle tradizioni, alla cultura delle antiche civiltà, alle religioni, ma anche alla mitologia, a certi aspetti della magia e dell’occultismo. Non solo. Ambiguità che si nutre anche dell’interpretazione della “trasfigurazione aleatoria” nei rapporti dell’uomo con l’ambiente e dall’analisi della produzione fotografica del passato e del presente. Stefano Tubaro, attraverso gli oggetti del quotidiano – un pezzo di pane, un libro aperto, un mattone, una candela accesa, un uovo e quant’altro – costruisce, da regista esperto, una serie di scene collegate tra loro. Una rappresentazione teatrale nella quale gli Oggetti, semplici nella loro individualità – tutti con una storia e un significato precisi – sono “trasformati” dall’autore in Soggetti, dopo averli innervati della sua sensibilità, capaci quindi di dialogare, recitare, essere personaggi, dando luogo alle Controfigure. A quei Soggetti cioè che, somigliando al protagonista (l’autore o il suo alter ego) di una finzione scenica (segmenti della nostra società), lo sostituiscono in molte scene in cui non occorrono i primi piani e sono necessarie certe particolari abilità, o nelle azioni più pericolose, particolarmente audaci che il protagonista non è in grado di interpretare. Tubaro si serve delle metafore e dei simboli per esprimere pareri, elaborare riflessioni, fare considerazioni. Lo fa con attenzione e uno stile personale ed equilibrato. Non vuole esser attore principale. E’ regista, solo in parte protagonista, peraltro defilato. Costruisce la scena e “recita” in essa:  indirettamente, attraverso gli Oggetti a cui assegna un ruolo, compiti, obiettivi, quindi, promossi Soggetti – le Controfigure, appunto – attraverso i quali veicola messaggi ed esprime pareri. Si serve delle cose semplici per argomentare in modo profondo, accattivante, attraverso una fotografia carica di colori e di valenze a tinte forti.

Fausto Raschiatore

2004